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Il Fondo Gray Stampa E-mail

Nel 2003 il "Fondo Gray" è stato oggetto di un progetto di valorizzazione a cura dottoressa Isabella Christina Felline, successivamente sottoposto all'Unità Operativa Beni Culturali della Regione Lombardia ed alla Provincia di Milano. E' stata così individuata,  all'interno della donazione del nipote Filippo, la "biblioteca" di Ezio Maria Gray (1884-1969), perso­naggio di spicco del Ventennio, del quale scriviamo più dettagliatamente nel paragrafo seguente. La Giunta Municipale ha quindi incaricato la società  Arcadia di Lonate Pozzolo di un intervento di sanificazione; in seguito, grazie al contributo stanziato dalla Provincia di Milano, il "Fondo" è stato compiutamente catalogato nel 2005 dalla dottoressa Chiara Cedrati. I libri trattano, in massima parte, argomenti di storia europea della prima metà del XX secolo, con preva­lenza di volumi sul Ventennio fascista. Inoltre, il "Fondo" com­prende libri di viaggio, d'arte, romanzi in lingua francese e alcuni esem­plari autografi e autogra­fati. L'esemplare bibliolo­gico più antico è un'opera giuridica risalente al  1604 (Tipografia Richter di Francoforte), ma ci sono molte opere che conten­gono postille del fautore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, del quale Ezio Maria Gray fu discepolo all'interno dell'Associazione Nazionalistica Italiana che, nel 1923, si fuse con il Fascismo.

 

Chi era Ezio Maria Gray

Ezio Maria Gray nacque a Novara nel 1884. Il padre Luigi, monarchico sabaudo di puro stampo piemontese, discendeva da una dinastia di avvocati i cui primi titoli appaiono nelle patenti di "Procuratori del Re" accordate da Vittorio Emanuele I. Frequentò il liceo "Carlo Alberto" di Novara nei primi anni del Novecento e, animato da una forte volontà di rinnovamento, si dimostrò subito sensibile alle nuove idee che si agitavano in alcuni gruppi della classe media borghese e che avrebbero dato vita al movimento Nazionalista. Nel 1910, fu chiamato dagli agrari romagnoli a diri­gere "La Difesa", per contrastare le polemiche accese dalla "Lotta di Classe", il settimanale dei socialisti massimalisti allora diretto da Benito Mussolini. Partecipò alla prima guerra mondiale come volontario raggiungendo il grado di tenente-colonnello. Nel 1923, in occasione della fusione dell'Associazione Nazionalista, aderì al Fascismo. Fu deputato nelle quattro legislature fasciste che vanno dal 6 aprile 1924 al 2 agosto 1943. Nel Ventennio, fu vice-presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, poi vice-presidente della Dante Alighieri: un eterno secondo, ma sempre "selvaggiamente" fedele a Mussolini. Arrestato e processato nell'ottobre 1945, gli adde­biti individuati dalle leggi retroattive non toccarono "reati di sangue e di oro". Liberato in seguito alla largita amnistia dal confino di Procida, fu tra i fon­datori dei Movimento Sociale Italiano. Nel 1953 fu rieletto alla Camera dei Deputati e nel 1963 al Senato della Repubblica. Morì nel 1969.

 

 

GIUSEPPE LEONI

 

 

GIUSEPPE LEONI, Tesori nascosti nel palazzo (articolo di giornale), in «CITTA’ OGGI», giovedì 31/08/2006, p. 26.

Id., Chi era Ezio Maria Gray, in Ivi.

GIUSEPPE LEONI, Il fondo Gray, in «Tesori Nascosti nel Polo Culturale del Castanese» n. 2006, Milano, Raccolto Edizioni, 2007, pp. 50-52.