| La selvaggia e la gipsoteca di Carlo Bonomi |
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[A fianco della Chiesa B. V. Assunta e del castello di Turbigo], viene realizzata all’inizio del 1922 dall’artista Carlo Bonomi (1880-1961, un classico dell’arte moderna, le cui opere principalmente di scultura, sono collocate in edifici pubblici, musei, cimiteri monumentali, italiani e stranieri), “La Selvaggia”, eremo-studio che rappresenta tutt’ora un luogo carico di memoria e di fascino e nello stesso tempo un raro esempio di integrazione fra architettura, natura e paesaggio. Con una struttura che riprende in parte la tipologia delle baite di montagna, pur nella tradizione classica monumentale, , con grande utilizzo dei materiali elementari quali il legno, la pietra sbozzata ed il mattone, la costruzione s’impone per la forza e la semplicità armoniosa della partitura architettonica. Con il passare del tempo gli edifici sono stati circondati da una folta vegetazione che oggi li nasconde alla vista, aumentandone la suggestione. I vari corpi di fabbrica, fra cui lo studio di pittura, oggi casa-museo, e la “cappella” studio di scultura dell’artista, oggi museo-gipsoteca, si estendono su una vasta superficie a parco; l’intervento dell’architetto A. Mira Bonomi, erede dell’artista, ha saputo mantenere intatte le caratteristiche di funzionalità e di decoro, senza alterare l’ambiente esterno, pur completandolo con un padiglione destinato a pinacoteca. L’insieme è valorizzato dalla presenza di opere in bronzo di Carlo Bonomi.
ANGELO VITTORIO MIRA BONOMI, DAVIDE BONOMI, LAURA BONOMI, Turbigo (ad vocem), in Enciclopedia dei Comuni d’Italia. La Lombardia paese per paese, Firenze, Bonechi, n. 138, 1986, p. 274. |