| Villa Scaldasole |
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Il complesso di villa Scaldasole, attualmente costituito dal corpo padronale della “rotonda”, dai rustici con portico e da un edificio destinato a stalle e fienile con portico unito al corpo padronale, apparteneva anticamente al territorio del confinante Comune di Castano Primo in Provincia di Milano, solo nel 1956 unito al confinante Comune di Turbigo. Già a partire dal nome, di chiara origine longobarda, la villa rivela il suo carattere “misterioso”, unitamente al fatto di rappresentare una sorta di unicum tra le ville di “delizia” lungo il Naviglio Grande. In effetti, la caratteristica più interessante del complesso è affidata alla torre circolare, che definisce un sistema compositivo atipico rispetto ai canoni progettuali tipici delle ville circostanti. La maggior parte delle ville sul Naviglio Grande e, più in generale, sui navigli lombardi dal Seicento fino alla fine del Settecento si fondavano sulla “dimensione esterna” dell’edificio, che rompeva lo schema chiuso, generando uno sviluppo planimetrico ad U ( e i suoi derivati) e aprendo l’intervento alla prospettica ottica. L’interesse si estende oltre la villa inglobando nel progetto il Naviglio, i canali, i prati, i parchi, il cielo e tenendo ad una organizzazione assiale degli edifici comprendente ingresso, cortile, villa e giardino. Niente di tutto ciò è presente in villa Scaldasole, dove la corte risulta delimitata da edifici che, pur essendo legati da sottili simmetrie (i pilastri dei portici dei rustici e delle stalle sembrano essere speculari rispetto all’asse passante per la “rotonda”), “giocano” una sinfonia tutta loro. per continuare... scarica il pdf
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